Il peso politico della Baraccopoli di Borgo Mezzanone
Nei giorni scorsi parlavo con una mia amica, docente di scuole medie che mi raccontava di un laboratorio di educazione civica sul tema delle migrazioni. Secondo gli studenti e le studentesse, i migranti che hanno iniziato a costruire degli alloggi per proprio conto, come è accaduto nella Baraccopoli di Borgo Mezzanone, hanno diritto ad una casa e alle cure mediche necessarie per il loro lavoro, ma anche a pagare le tasse e a rispettare le leggi. Tuttavia, fra le risposte date e gli atteggiamenti vissuti si sono accorti di una certa discrepanza che è difficile colmare. Eppure, questo ha ancora molto da dire sulla differenza fra la politica e le politiche, soprattutto in aiuto e tutela dei migranti. Ma ciò che a noi interessa in questa sede, non è tanto il fenomeno migratorio in sé, estremamente etichettante e preda di slogan televisivi. Ci interessa, maggiormente, la relazione che gli studenti e le studentesse hanno tessuto fra il concetto di stanzialità dei migranti e il loro diventare soggetti politici. Infatti, l’essersi costruiti delle case, l’aver iniziato un processo di stanzializzazione e di abitazione del territorio, pone queste persone non più sotto la singola etichetta di migrante, ma sotto un’egida prettamente politica, in quanto diventano soggetti di diritto. Per il solo fatto che siano giunti in un territorio, che si siano stanziati, queste persone diventano soggetti politici, acquisiscono un peso politico in quanto abitanti del territorio. Questione che suscita paura e che viene fomentata per creare una strategia della tensione e una percezione del pericolo all’interno delle città. Eppure, è come se la stanzializzazione di alcune persone che giungono da altri Paesi del mondo, rendesse queste persone visibili, all’interno di un sistema sociale e politico. Per questo motivo, hanno bisogno di cure mediche, di assistenza sanitaria, di un domicilio, di servizi, chiedendo ad essi di partecipare anche alla dimensione pubblica del territorio, pagando le tasse. Elementi che, forse, hanno mosso la penna di Angelo Mastrandrea e la fotografia di Andrea Sabbadini per l’articolo su Il Post. Essere visibili, diventare visibili, significa essere soggetti politici, diventare anche un fenomeno che interroga la politica, che smuove fondi, li intercetta o li blocca a seconda delle decisioni istituzionali. Come gli stessi autori riportano, a fine dell’articolo, dinanzi ad un fenomeno come quello dell’autocostruzione, dell’organizzazione in quartieri etnici, della visibilizzazione di un fenomeno abitativo che ha preso piede, ci sono differenti posizioni politiche e territoriali da affrontare. Una resa visibile di persone che, nell’invisibilità, diventano preda di sfruttamento, caporalato, oppressione. Tuttavia, la questione che ancora affascina è come, ancora oggi, non possiamo fare a meno delle città, di una relazionalità organizzata che rende visibili coloro che, spesso ci sembrano invisibili. E questa visibilità, oggi, ha un peso e un peso politico.
Borgo Mezzanone costituiva e costituisce una grande opportunità per la Puglia. Vogliamo considerarlo un laboratorio generativo o un’onta? Perché non è chiaro se la si voglia cogliere o meno questa opportunità. La visibilità, in generale, non è qualità connaturata a un oggetto/soggetto, ma il frutto di una relazione. Si vede ciò che i nostri occhi si dispongono a vedere, per natura e cultura. La differenza fra un’aggregazione di baracche provvisorie e l’embrione di un paese, non consiste tanto o solo nella fattura dei suoi “edifici”: si manifesta piuttosto nel rapporto che si instaura fra l’ambizione di chi la anima e il riconoscimento di chi le sta intorno. Ci sono interi mondi che ignoriamo per quanto siano visibilissimi. Il senso politico dei soggetti definiti intermedi risiede proprio nel principio che sottende questa qualifica: un aggettivo che non basta a sostanziarne la funzione. Quella mediazione annunciata può portare a una nuova Città facendosi ponte o esercitarsi in senso totalmente opposto, disconoscendo la preziosa, complessa, spesso drammatica ambizione di quella comunità. Si tratta per tutti noi corpi intermedi di scegliere, se vogliamo farne dismettere il carattere di Borgo, ovvero di luogo “fortificato” destinato alla difesa di esigenze elementari, per riconoscerne, rispettarne, apprezzarne e sostenerne il peso politico: il diritto di essere una NeaPolis: Mezzanone.