Distruggere e attraversare città: l’Odissea di Nolan
Racchiudere in qualche riflessione l’Odissea di Nolan non è una impresa facile. Non è facile non perché la trama nasconda qualche sorpresa, anzi rimane molto fedele al testo. Non è facile perché i rimandi, i riferimenti, la scenografia e, soprattutto il messaggio, è tipico di un grande regista come Nolan. Infatti, se nei primi trailer può dare l’effetto di una “americanata” dell’epica classica, in realtà l’interpretazione di Nolan cela una verità estremamente attuale e profonda, anche per quanto riguarda una riflessione sulla città. Infatti, nonostante il film tratti del celebre poema omerico, i rimandi dell’Ulisse di Nolan sono spesso riportati non solo ad Itaca ma alla città di Troia. L’Odissea narra della gesta di Ulisse dopo la caduta di Troia e nel poema omerico essa rimane come lontano ricordo dell’Iliade, mai più ripresa. Il Proemio dell’Odissea recita: Musa, quell’uom di multiforme ingegno dimmi, che molto errò, poich’ebbe a terra gittate di Ilïòn le sacre torri; che città vide molte, e delle genti l’indol conobbe; che sovr’esso il mare molti dentro del cor sofferse affanni, mentre a guardar la cara vita intende, e i suoi compagni a ricondur: ma indarno ricondur desïava i suoi compagni, ché delle colpe lor tutti periro. Stolti! Che osaro vïolare i sacri al Sole Iperïon candidi buoi con empio dente, ed irritaro il nume che del ritorno il dì lor non addusse. Ulisse è colui che distrugge la città di Troia e che attraversa le città, man mano perdendo pezzi del suo equipaggio e della sua stessa nave. Ulisse è colui che distrugge una città e ne attraversa molte, fino a tornare alla sua città/isola: Itaca. Archetipo del viaggio, dell’essere umano inquieto e geniale, Nolan ci permette di scorgerne un altro tratto: l’uomo oppresso dal peso della coscienza. Coscienza di aver distrutto una città, di aver inventato un modo per annientare una civiltà, ma anche colui che continua a distruggere villaggi per recuperare provviste e a fuggire dinanzi a forze più grandi di lui: il ciclope, i Lestrigoni, le sirene, i morti dell’Ade. Città e territori abitati da norme differenti, da creature differenti, da mondi altri che costruiscono sempre nuovi significati all’ambiente e alle persone: Circe che trasforma gli uomini in animali, Calipso che gioca fra memoria e oblio. L’Odissea di Nolan non ci porta solo all’epica classica, ma ad attraversare città e territori differenti fra l’astuzia e l’impotenza, fra il desiderio e la ricerca, il viaggio e il ritorno, forze più grandi di noi e la fiducia di una zattera in mezzo al mare.
Ti rilancio una interpretazione diversa dell’Odissea, fermo restando che per la complessità archetipa dell’opera, ogni lettura trasmette significati da cogliere
Partiamo dalla idea narrativa.
Omero non narra gli eventi di Ulisse in presa diretta , mentre avvengono, oppure come narrazione di eventi avvenuti in passato
Omero fa raccontare le sue avventure ad Ulisse stesso quando viene accolto alla corte dei Feaci.
Ma Ulisse, che è un bugiardo, sta raccontando la verità o sta mentendo?
Omero non ce lo dice. Forse Ulisse mescola verità ad invenzione ma lo fa così bene da essere credibile.
Polifemo, Circe le sirene , per noi lettori diventano plausibili.
Ulisse il bugiardo allora chi è un illusionista?
In qualche modo Si. Ulisse è l’artista colui che vive il reale, vive il mondo ma lo reinventa , lo trasforma .
La sua intelligenza non è furbizia ma capacità di vedere quello che altri non vedono, udire quello che altri non possono udire
Il suo e’ un viaggio all’interno della potenzialità della creatività, della forza della finzione. Il cavallo di Troia ne e’ l’emblema.
Il suo rapporto con Atena è il rapporto con la coscienza
Quando Ulisse giunge ad Itaca e si funge mendicante viene avvicinato da Atena che gli appare cln le sembianze di un pastorello che gli chiede chi sia.
Ulisse racconta al pastorello-Atena una ennesima bugia.
Atena-pastorello gli sorride compiaciuta e gli dice amorevolmente “Inguaribile mentitore”
E’ la più esatta definizione di cosa sia un’artista : un inguaribile mentitore.