Distruggere e attraversare città: l’Odissea di Nolan

Distruggere e attraversare città: l’Odissea di Nolan

2 Agosto 2026 1 di Makovec

Racchiudere in qualche riflessione l’Odissea di Nolan non è una impresa facile. Non è facile non perché la trama nasconda qualche sorpresa, anzi rimane molto fedele al testo. Non è facile perché i rimandi, i riferimenti, la scenografia e, soprattutto il messaggio, è tipico di un grande regista come Nolan. Infatti, se nei primi trailer può dare l’effetto di una “americanata” dell’epica classica, in realtà l’interpretazione di Nolan cela una verità estremamente attuale e profonda, anche per quanto riguarda una riflessione sulla città. Infatti, nonostante il film tratti del celebre poema omerico, i rimandi dell’Ulisse di Nolan sono spesso riportati non solo ad Itaca ma alla città di Troia. L’Odissea narra della gesta di Ulisse dopo la caduta di Troia e nel poema omerico essa rimane come lontano ricordo dell’Iliade, mai più ripresa. Il Proemio dell’Odissea recita: Musa, quell’uom di multiforme ingegno dimmi, che molto errò, poich’ebbe a terra gittate di Ilïòn le sacre torri; che città vide molte, e delle genti l’indol conobbe; che sovr’esso il mare molti dentro del cor sofferse affanni, mentre a guardar la cara vita intende, e i suoi compagni a ricondur: ma indarno ricondur desïava i suoi compagni, ché delle colpe lor tutti periro. Stolti! Che osaro vïolare i sacri al Sole Iperïon candidi buoi con empio dente, ed irritaro il nume che del ritorno il dì lor non addusse. Ulisse è colui che distrugge la città di Troia e che attraversa le città, man mano perdendo pezzi del suo equipaggio e della sua stessa nave. Ulisse è colui che distrugge una città e ne attraversa molte, fino a tornare alla sua città/isola: Itaca. Archetipo del viaggio, dell’essere umano inquieto e geniale, Nolan ci permette di scorgerne un altro tratto: l’uomo oppresso dal peso della coscienza. Coscienza di aver distrutto una città, di aver inventato un modo per annientare una civiltà, ma anche colui che continua a distruggere villaggi per recuperare provviste e a fuggire dinanzi a forze più grandi di lui: il ciclope, i Lestrigoni, le sirene, i morti dell’Ade. Città e territori abitati da norme differenti, da creature differenti, da mondi altri che costruiscono sempre nuovi significati all’ambiente e alle persone: Circe che trasforma gli uomini in animali, Calipso che gioca fra memoria e oblio. L’Odissea di Nolan non ci porta solo all’epica classica, ma ad attraversare città e territori differenti fra l’astuzia e l’impotenza, fra il desiderio e la ricerca, il viaggio e il ritorno, forze più grandi di noi e la fiducia di una zattera in mezzo al mare.