Cani del Pastore

Cani del Pastore

13 Giugno 2026 0 di Makovec

Es 19,2-6a; Sal 99; Rm 5,6-11; Mt 9,36 – 10,8

Esistono due categorie di cani da pastore. I primi entrano a far parte della categoria dei cani da conduzione e sono agili e iperattivi, come il pastore tedesco. La seconda categoria è formata dai cani da guardiania, come il pastore maremmano. Sono cani che difendono il gregge sviluppando una simbiosi con esso. Cani come il pastore maremmano, infatti, sono territoriali, autonomi nelle decisioni, coraggiosi nel difendere il gregge con cui vivono insieme. Cani da conduzione o cani da guardiania, alcuni più attivi che seguono i comandi del pastore, altri invece che sono nel gregge e lo difendono. Due modalità di accompagnare il gregge che, nella metafora della Parola di questa domenica, è il popolo di Dio. E possiamo interpretare quei discepoli che Gesù chiama ad accompagnare il gregge proprio come cani da pastore. Anche se il parallelismo può sembrarci difficile da cogliere, in quanto rischia di svilire la conduzione del gregge al semplice ruolo di cani, tuttavia, il compito che viene affidato da Gesù ai discepoli è proprio quello di accompagnare il gregge, un gregge che non appartiene a loro ma in cui sono chiamati a vivere in simbiosi vivendo della Parola del Pastore che è Cristo Gesù. Gli apostoli, chiamati ciascuno per nome, vengono inviati da Gesù proprio per accompagnare un gregge che non ha pastore, un gregge stanco e sfinito perché non sa dove andare. E gli apostoli non sono chiamati a sostituirsi al Pastore che è Cristo, ma ad accompagnare il gregge verso il Pastore e con il Pastore, esattamente come cani nel gregge. Non privilegiati rispetto al gregge ma presi dal gregge e inviati dalla compassione di Gesù per accompagnare il gregge. E per questo motivo, Gesù chiede di pregare perché vengano mandati operai nella messe, perché questa messe che è la Chiesa possa essere ancora curata e custodita. E mentre la tentazione è sempre quella di spadroneggiare sul gregge, di pensarsi altro rispetto al gregge, di essere superiori perché investiti di chissà quale autorità sulle altre persone, chi occupa un ruolo di guida all’interno delle comunità è e rimane sempre un cane da pastore, anzi un cane del Pastore, preso dal gregge per tornare al gregge come ricorda Presbyterorum Ordinis (3). E tornando alla metafora dei cani da pastore, gli apostoli chiamati da Gesù come anche i vescovi, i presbiteri e i diaconi, vivono di questo ascolto della voce del Pastore e di questa simbiosi con il popolo di Dio. Ascolto che ritroviamo nella figura di Mosè, il quale sale sul monte accompagnando il popolo di Dio nel deserto. Mosè è un cane da pastore che ascolta la Parola, che la vive, che cammina a stretto contatto con Dio stesso, che annuncia la Parola che Dio stesso gli dona: «Questo dirai alla casa di Giacobbe e annuncerai agli Israeliti: “Voi stessi avete visto ciò che io ho fatto all’Egitto e come ho sollevato voi su ali di aquile e vi ho fatti venire fino a me. Ora, se darete ascolto alla mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietà particolare tra tutti i popoli; mia infatti è tutta la terra! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa”». Dove è Dio che guida il popolo mentre Mosè lo accompagna. E poi c’è Paolo che ci ricorda come l’essere cani del pastore significa anche vivere in quella simbiosi che possiamo chiamare riconciliazione. Dove non facciamo finta di nulla, non mettiamo da parte il passato, ma costruiamo sul passato, sul cammino vissuto perché il Pastore stesso è morto per tutti noi, senza che noi lo meritassimo. E dal suo sangue siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del Figlio suo, molto più, ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. Per cui la riconciliazione non è un momento in mezzo agli altri, un mettere da parte ma prendere parte nella consapevolezza che prima o poi tutto passa, tutto finisce, tutto ci permette di andare oltre e di camminare oltre. In questo ci riconosciamo non perfetti ma suo popolo e gregge del suo pascolo, accompagnati dai cani del Pastore Gesù Cristo.