Immunitas

Immunitas

29 Marzo 2026 0 di Makovec

Il termine immunitas è ancora fresco per le nostre orecchie. Soprattutto durante la pandemia, abbiamo ascoltato, a ritmo sostenuto, la parola immunità, immunizzazione e così via. Tuttavia, se immunitas è entrata a far parte del vocabolario pandemico, in realtà è una parola abbastanza presente anche nel linguaggio politico, di uso fin troppo frequente per chi ambisce all’immunità parlamentare. Una parola, dunque, che attraversa la sfera politica sia per quanto riguarda le istituzioni sia per quanto concerne la dimensione collettiva. Perché immunitas significa, in qualche maniera, tirarsi fuori dalla com-munitas ovvero dalle regole di una comunità. Un filosofo che recentemente si è occupato in maniera approfondita del tema è Roberto Esposito, con il suo Immunitas. Secondo Esposito, infatti, l’immunitas attualmente si connota come una vaccinazione del corpo collettivo a favore dell’individuo, al fine di garantire la propria sopravvivenza. Una sopravvivenza dettata non da forme comunitarie ma immunitarie ovvero incorporando il principio per cui l’individuo può dismettere il proprio munus, uscire dalla comunità stessa. In altre parole, dal momento che il vivere comunitario implica rinunce, difficoltà, complessità, è meglio rinunciare al proprio munus, al proprio impegno, dono, servizio per attuare forme di sopravvivenza quotidiana, preferendo subire che lottare. Questo è valso sia durante la pandemia sia per l’immunità parlamentare in uno status d’eccezione. Eccezionalità/immunità che proviene non da specifiche regole comunitarie, dunque, ma dal potere che ciascuno ha e può offrire. Poteri a qualsiasi livello, che garantiscono una certa immunità rispetto alle regole comunitarie, rispetto al com-munus. E tutto questo si riversa e manifesta nelle nostre città in differenti misure e proporzioni, dall’invocazione dell’uomo forte al comando alle grandi multinazionali che impattano nei territori, dalla non partecipazione al voto ai neo-fascismi. Un insieme di immunitas garantito dal potere vigente, dall’inglobare il principio di morte pur di sopravvivere, fino a toccare punti di autoritarismo e despotismo, in cui il diritto salta e le città spariscono.