Poveri bimbi di Milano

Poveri bimbi di Milano

18 Ottobre 2026 2 di Makovec

Infine, si alza un grido. Milano (poveri bimbi di) è l’ultimo canto di Metropolis, il canto dell’urlo finale, contro le ansie e le frustrazioni della metropoli. Non è solo Milano in quanto città, ma Milano come simbolo di una civiltà sempre più chiusa in se stessa e sempre più ansiogena. Perché se la metropoli è la vetrina delle grandi occasioni, del guadagno facile e dell’anonimato salutistico, è anche la deformazione della città. Orizzonti sempre più stretti, cieli sempre più lontani, senza speranza e senza danza. Poveri bimbi di Milano, coi vestiti comprati all’ Upim, abituati ad un cielo a buchi che vedete sempre più lontano. Poveri bimbi di Milano, così fragili, così infelici, che urlate rabbia senza radici con occhi tinti e con niente in mano. Poveri bimbi di Milano, derubati anche di speranza, che danzate la vostra danza in quello zoo metropolitano. Poveri bimbi di Milano, con fazzoletti come giardini, poveri indiani nella riserva, povere giacche blu questurini. Metropoli che diventano riserve in cui essere ingabbiati, stanze sicure e pillole rasserenanti, giungle urbane e ansie da gestire, in quella che Paul Virilio chiamerebbe pace totale non molto differente dalla guerra totale. Eppure, il canto di Guccini non è rimpianto di un sogno antico, ma visione limpida di un passato che ha forgiato l’umano, fatto di lavoro e di fame, di speranze e di comunità. Non è il ritorno ad un passato mitico ma domanda di futuro, rogo di un futuro che viene derubato e desertificato. Questa è l’aspettativa e l’augurio finale di Metropolis. Quando son nato io, come capita a tutti, il tempo uguale e incurante imponeva i suoi frutti. Quando son nato io nel rogo di San Silvestro si bruciava il passato e il peccato col resto. Quando rinasceremo, come il sogno d’ un uomo, bruceremo il futuro in piazza del Duomo. Un rogo nuovo non di disprezzo verso la diversità ma di dignità dinanzi alla mediocrità della metropoli, di un individualismo esasperante e privo di ogni immaginazione. Canto e fuoco per le città di oggi e di domani.