Oratori: minacce e opportunità
Minacce
Quando parliamo di minacce, in una analisi SWOT, intendiamo i rischi che potrebbero avverarsi nella organizzazione di un progetto, come può essere quello dell’Oratorio preso in esame. Da ciò che è emerso durante il nostro sondaggio, possiamo affermare che una prima minaccia riguarda l’organizzazione gerarchica di tutto il sistema oratoriale. Da una parte si rischia di seguire pedissequamente ciò che pensa e afferma o il viceparroco o il giovane più carismatico e influente, mentre dall’altra si rischia di correre nel sistema della delega, per cui le sfere più in alto spingono le decisioni verso il basso, in una struttura già precedentemente organizzata. Un ulteriore minaccia è quella di relegare la preghiera e la catechesi nello spazio di un “breve momento” senza feedback e senza incidenza, preferendo curare maggiormente i giochi o le attività laboratoriali piuttosto che la relazione con la Parola di Dio. Minaccia che si rivela anche nel rischio di una certa competitività o di una conduzione delle attività senza un surplus o una differenza cristiana, favorendo solo la competitività fra le squadre e gli animatori. Infine, altre due minacce possono essere quella dell’accontentarsi di un lavoro già fatto, soprattutto quando si scelgono temi derivanti da ANSPI o FOM, producendo e riproducendo ciò che è scritto, come anche una ulteriore minaccia è quella di riprendere le attività oratoriali, e parrocchiali in generale, come se nulla fosse accaduto, come se la pandemia non ci abbia segnato e insegnato nulla.
Opportunità
Gli oratori, infine, sono officine di opportunità, soprattutto per quanto riguarda le dinamiche espresse o non ancora espresse da parte dei giovani e giovanissimi della comunità. Per questo, l’Oratorio in sé, è una grande opportunità per valorizzare il talento di ciascuno, per renderlo partecipe e responsabile di un cambiamento e di una incidenza nella vita dei più piccoli e piccole. In questo senso, due grandi opportunità sono state quella dei momenti di riflessione e di preghiera, come anche di feedback a fine giornata da parte di tutti gli animatori. Opportunità che sono servite ai giovani e giovanissimi anche per rielaborare quanto è accaduto, per non rimanere isolati nella singola giornata di oratorio a pensare solo a ciò che bisognava fare. Infine, una ulteriore opportunità è data dal coinvolgimento delle famiglie dei bambini e bambine che partecipano all’Oratorio. Si tratta di un momento di scambio generazionale, di accoglienza e di corresponsabilità educativa nei confronti dei più piccoli.
Ottima analisi . Queste dinamiche già sperimentate nella ns Parrocchia , sono dinamiche che emergono anche in altri gruppi Parrocchiali. Si predica di piramidi rovesciate ma si ricreano lager. Tutto questo è dovuto ad una mancanza di preparazione ed esperienza nelle relazioni , dove a volte non si lavora per l accoglienza dell altro ma su ciò a cui l altro mi può servire. Questi aspiranti Cristiani che hanno imparato Abc del cristianesimo e si arrogano dicendo di aver avuto la delega direttamente da DIO di discernere la vita degli altri a volte distruggendone. Farisei Ipocriti. Ma se i laici agiscono senza il controllo di nessuno o meglio scrivendo delle regole da osservare dove tra le riga passa di tutto, non va meglio per i sacerdoti che seppur conoscendo più approfonditamente la parola di Dio preferiscono pavoneggiarsi nei risultati raggiunti lasciando il popolo di Dio in balia di scaramanzia, riti per togliere spaventi ed altre storie da medioevo . Quando i sacerdoti impareranno ed insegneranno che la vera preghiera è la relazione con Dio personale e non un rito da ripetersi e che questa relazione con Dio si concretizza nell incontro con l altro manifestando il primo Comandamento, allora si realizzerà la vera chiesa. Grazie per l opportunità.
L’ oratorio è un campo. Che va coltivato. Servono agricoltori preparati e organizzati. Con un progetto chiaro e condivido. Poi il tempo e il lavoro porteranno, le piante curate e accompagnate nello sviluppo, a donarci i frutti sperati.
L’analisi Swot è una buona metodologia di ricerca per scoprire minacce e opportunità. Nel caso degli oratori, sia persone che luoghi, mi sembra che le opportunità siano dí molto superiori alle minacce!! Forse l’insegnamento pastorale è passato in seconda linea ma lo spirito che propaga è sempre positivo anche se solo implicito. Anzi forse meglio che sia sottotraccia che esplicitato in modo manieristico.
Un aspetto che mi piace degli oratori estivi e’ l’occupazione temporanea degli spazi pubblici.
Nonostante i disagi, lievi e tollerabili, che possono creare alla circolazione dei veicoli, vi e’ la positivissima espressione di una Chiesa che esce dalle aule liturgiche e manifesta la gioia del vivere in comunita credenti alla città. Una Chiesa che, cercando Dio, lo trova nella felicità del gioco e della preghiera, dentro la città, dentro il mondo.
Le indubbie qualità degli oratori sono tuttavia un surrogato di quello che una comunità civile dovrebbe garantire a se stessa e ai propri figli, senza la mediazione religiosa che così diventerebbe frutto di una scelta e non della mancanza di alternative
Ogni minaccia da gestire vale l’ opportunità offerta dall’ aggregazione di giovani, sia pure coinvolti dalle più varie attività, per recuperare un dialogo che si fa sempre più difficile.