Comune e città: una introduzione
In un intervento della scorsa estate, un sindaco, sottolineò come un Comune, oggi, sia il livello più alto della partecipazione politica e costituzionale italiana, in quanto più vicino al territorio rispetto alle altre istituzioni statali. In effetti, troppo poco spesso riflettiamo su come un Comune sia la realtà politica più prossima a noi e più operante sul territorio. Seppur sempre più bistrattati, i Comuni sono il luogo della democrazia a base territoriale, il luogo in cui la città non solo sceglie che forma vivere nell’oggi ma anche che forma intraprendere per i prossimi anni. Si tratta di scelte che condizionano non solo la nostra vita presente, la quale raccoglie l’eredità del passato, ma anche la vita future di una città, a qualsiasi scala e dimensione appartenga. Il Comune è l’organizzazione politica di una città, la quale non coincide, come ci sembra ovvio, con la città stessa, ma ne pone e predispone la forma, giusta o sbagliata secondo come la riteniamo nelle nostre opinioni. Tuttavia, prima di addentrarci nella riflessione sul Comune e sul concetto di municipalità, desideriamo porre una premessa e ricordare un’idea di quel sindaco coraggioso. La premessa è che, nella contemporaneità globalizzata, i confini degli Stati nazione divengono sempre più labili e porosi, sempre più soggetti a passaggi di merci e di persone, per non parlare della volatilità della finanza che ha profonde ricadute da un punto all’altro del globo. Dinanzi a questa progressiva porosità dei confini, le città acquistano sempre più importanza in quanto radicamento e ricaduta di scelte economiche e politiche ampie e complesse. Ricadute che le città subiscono o vivono in piena consapevolezza. Le città non sono solo il frutto di decisioni politiche locali ma anche di scelte economiche globali che rischiano di abbattersi sulla città, come una catastrofe improvvisa. Allora, una possibile prospettiva di ripresa delle città da parte dei cittadini, come anche una possibile riorganizzazione dell’amministrazione locale è data dalla messa in rete dei Comuni. Un esempio che proponeva quel sindaco era una messa in rete delle città del Mediterraneo per affrontare seriamente il tema della migrazione. Oppure una messa in rete di città che hanno una storia condivisa o che si ritrovano ad affrontare una questione particolare, dallo spopolamento delle aree interne al calo demografico e così via. Valorizzare una messa in rete delle città come prospettiva politica dei Comuni, per politiche sempre più radicate nei territori.
.i cittadini devono mantenere viva la propria identità culturale, allo stesso tempo devono superare il campanilismo retaggio del medioevo. Collaborazione e sviluppo di progetti condisi sono indispensabili per garantire un futuro a tanti territori “periferici”( comunità montane, zone rurali, territori in fase di de-industrializzazione).
Da soli non ci si salva, come direbbe Papà Francesco.
È proprio così…..