Comune e città: com-munus

Comune e città: com-munus

22 Marzo 2026 2 di Makovec

Per iniziare una riflessione sui Comuni e sul senso che, oggi, hanno rispetto allo Stato, come rispetto a tutti gli altri organismi intermedi, occorre porre attenzione all’etimologia della parola. Comune, infatti, non viene semplicemente da comunità, come messa insieme di persone, ma da munus. Com-munus è un mettere insieme non solo le persone in senso generico, ma il munus delle persone. E munus è una parola difficile, in latino, perché presenta svariati significati. Munus è: dono, compito, ufficio. Insomma qualcosa che, al tempo stesso, è donato ma che richiede un impegno, richiede una responsabilità. Non è qualcosa di insignificante e neanche semplicemente un dovere, ma un dono che impegna, una responsabilità, un rimando ad una relazione che orienta la vita.  Non sono tutte le forme relazionali che viviamo, ma una relazione importante, una relazione che dice una responsabilità, che attende una risposta. Dinanzi a questa considerazione del munus, comprendiamo come il com-munus sia il mettere insieme le responsabilità. Un termine che merita ulteriori approfondimenti filosofici in quanto contrapposto, secondo Roberto Esposito, all’immunitas. Tuttavia, ora, tornando al termine com-munus, da cui deriva communitas, ci rendiamo conto di come il Comune non sia semplicemente la somma degli atti di una Amministrazione ma sia la responsabilità di ciascuno. Ed è questa responsabilità che spinge ad una forma di città. E quando parliamo di forma intendiamo sia la percezione della città: bella o brutta, sporca o pulita, ospitale o inospitale. Sia la pianificazione della città stessa: l’attenzione verso le decisioni che una amministrazione prende, le politiche messe in atto, il dibattito e la discussione politica che avviene nelle città, come anche il volontariato a servizio del bene comune. Il Comune è l’insieme dei munera, delle responsabilità di ciascuno, del servizio che impegna, della consapevolezza di essere cittadini, dello sforzo dell’abitare. Perché abitare una città significa anche contribuire alla sua edificazione che va ben al di là delle strade e dei palazzi. E senza il munus di ciascuna persona non c’è communitas, non c’è Comune e la città diviene altro. Dal momento che città e Comune non coincidono, ma la città assume la forma che, nel corso della storia, il Comune cerca di offrirle, allora la mancanza di un com-munus implica la deformazione della città. Deformazione privatista, frutto dell’immunitas.