L’appropriazione delle spiagge: concessioni demaniali e sfruttamento turistico

L’appropriazione delle spiagge: concessioni demaniali e sfruttamento turistico

17 Agosto 2025 6 di Makovec

Giunti al periodo estivo delle ferie di Agosto, feriae auguste, Ferragosto, ci sembra importante e anche utile poter prendere in esame una annosa questione che non riguarda propriamente le città e che, tuttavia, ne caratterizza l’affluenza, il turismo e la pratica soprattutto d’estate. Stiamo parlando delle spiagge e di quelle città che si sono venute a caratterizzare per un afflusso turistico balenare legato all’utilizzo delle spiagge e del mare. Ma prima ancora di addentrarci nel blu del mare, le notizie di questi giorni riguardano la relazione che sussiste fra i turisti e l’utilizzo delle spiagge attraverso i servizi messi a disposizione. Il blog dello Studio Legale Dedoni (https://www.studiolegalededoni.it/concessioni-balneari-cenni-storici-e-normativi) offre una interessante ricostruzione della storia delle Concessioni Balneari, di come siamo giunti al Decreto Milleproroghe del 2023 fino a comprendere come la situazione sia, sostanzialmente, bloccata anche a causa dell’influenza dei gestori dei lidi balneari sulla politica nazionale e locale. Si viene così a costituire una sorta di empasse, di punto fermo fra un demanio pubblico e che cerca di resistere nella sua dimensione pubblica e un’appropriazione delle spiagge da parte di lidi balneari con prezzi sempre più onerosi per le famiglie locali e per gli stessi turisti. È notizia di questi giorni dello spopolamento di lidi e spiagge considerate mete privilegiate del turismo costiero. Spiagge come quelle del Salento spopolate di settimana con prezzi esorbitanti per servizi minimi e, alle volte, di scarsa qualità. Ma qual è il processo che si è venuto a instaurare? Un processo che potremmo chiamare di appropriazione delle spiagge. Per prima cosa, ci occorre sottolineare come le spiagge siano e rimangano sempre proprietà del demanio, quindi pubbliche. Non esiste una proprietà privata delle spiagge ma esiste una concessione del demanio a gestori che si preoccupino di servizi balneari che vanno dal lettino all’ombrellone, dal chioschetto al bagnino. La proroga delle concessioni sembra generare un rapporto di appropriazione della spiaggia da parte del gestore del lido. Un transitare che, nel corso del tempo, ha trasformato il temporaneo della concessione in proroga di appropriazione. Non una vera e propria proprietà privata, ma una sorta di difesa della concessione demaniale affinché tutto il lavoro svolto nel corso del tempo e tutta l’attività lavorativa e gli investimenti messi in campo non vadano nelle mani di altre persone. Il problema, allora, oltre ad essere amministrativo e di mancata formazione di un Piano di Utilizzo dei Litorali (PUL) o dei Piani Comunali delle Coste è in questa appropriazione di elementi del demanio pubblico. Appropriazione che non dice privatizzazione del demanio pubblico a livello di norme e di leggi ma un reclamare zone pubbliche con possibilità di guadagni importanti. Ma dinanzi a questo processo di appropriazione delle spiagge, in una zona ibrida e ambigua fra pubblico e privato, fra norme e proroghe, concessioni ereditate e sfruttamento turistico, le spiagge diventano un patrimonio non solo monetario ma culturale da difendere.