Cosa resta del cittadino?

Cosa resta del cittadino?

8 Febbraio 2026 2 di Makovec

Prima di volgere ancora il nostro sguardo sulla baraccopoli-città di Borgo Mezzanone, vogliamo dare uno sguardo ai suoi cittadini. Innanzitutto sarebbe interessante riflettere se costoro possono essere chiamati cittadini o meno. Infatti, che cosa rende un cittadino tale? In ogni epoca della storia della città occidentale, il cittadino è colui che gode di alcuni diritti, è un soggetto di diritto. Partendo dalle polis greche, in cui il cittadino è colui che ha diritti e doveri all’interno di una città, arrivando alla Rivoluzioni che hanno costituito la nascita degli Stati nazione in cui il cittadino è soggetto alla Carta costituzionale. Ma anche nel Medioevo la cittadinanza è tale nella misura in cui si appartiene ad una città, seppur nelle complesse vicende che caratterizzano mille anni di storia come l’epoca medievale. Tuttavia, giungendo ad oggi, il cittadino è colui che è e rimane soggetto di diritti e di doveri nei confronti della sua città come della nazione o della Patria, che dir si voglia. La domanda che ci poniamo, dinanzi alla costruzione/fondazione di una nuova città, è cosa rende gli abitanti di quella zona dei cittadini. Ma per rispondere a questa domanda, ci occorre fare un passo indietro, ci occorre guardare alla situazione e alla provenienza di queste persone di cui molte, oggi, non sono soggette di diritto. In uno Stato di diritto come è il nostro, on avere diritti e non godere di diritti, e in parallelo, non essere cittadini, significa praticamente non esistere, essere un nessuno. L’affermazione soggetto di diritto significa anche che il diritto conferisce soggettività ad una persona, esistenza in quanto tale. Ora, molte delle persone che vivono nella baraccopoli di Borgo Mezzanone non sono soggette di diritto, alcune sono clandestine, altre senza documenti in regola, altre ancora i cui documenti sono stati requisiti durante la traversata per giungere fino qui. Allora, la domanda prettamente filosofica che ci poniamo è cosa rende un cittadino tale? Purtroppo riconosco di non avere gli strumenti giuridici per rispondere a questa domanda, ma l’interesse posto è prettamente pro-vocatorio non solo nella concreta situazione degli abitanti/cittadini della baraccopoli di Borgo Mezzanone, ma per ciascuno di noi. In un clima sempre più autoritario, in cui la semplificazione del potere crea forme sempre più dittatoriali e tiranniche, che cosa resta del cittadino? Dinanzi a deleghe di potere, indifferenza e disinteresse crescente, cosa resta della cittadinanza? È possibile che esista/resistano solo forme di cittadinanza attiva? Che cosa è la cittadinanza passiva, allora? Dinanzi a persone che costruiscono le loro case, che lavorano in condizioni disagiate, completamente invisibili per quanti riguarda diritti e doveri, che si auto-organizzano in fome sempre più complesse di vita, che cosa resta del cittadino?