Communitas e ritualità

Communitas e ritualità

26 Aprile 2026 0 di Makovec

Una piccola parentesi merita la relazione sussistente fra communitas e ritualità nelle città. Abitando città e paesi del sud Italia, durante il periodo quaresimale e pasquale assistiamo a riti collettivi che, oltre la dimensione di fede, esprimono anche una dimensione collettiva, cittadina e urbana. Dimensione collettiva in quanto partecipati non solo da persone credenti in Dio ma da ogni tipo di persone, anche il turista, anche il curioso, anche chi crede di non credere o chi pensa di credere. Una dimensione cittadina in quanto esprime l’identità di una città o di un paese, la cui cittadinanza non è fondata semplicemente sul diritto ma propriamente sull’appartenenza ad un territorio radicato e stratificato anche in certi riti e forme devozionali e religiose. Una dimensione urbana in quanto i riti si sviluppano principalmente attraverso le processioni. Forme rituali antiche e risalenti persino all’epoca classica, nell’Antica Grecia e nella Roma repubblicana o imperiale. Le processioni non sono uno specifico cristiano ma sono una forma rituale molto comune a diverse religioni più o meno antiche e hanno una stretta relazione, soprattutto nell’epoca moderna e industriale, con le città. Ognuna di queste dimensioni: collettiva, cittadina e urbana, meriterebbe di essere approfondita ulteriormente, ma ciò che in questa sede vogliamo affrontare è la relazione fra munus e rito. Relazione che dice il nostro abitare il territorio e il nostro farci carico di un territorio non solo attraverso il diritto all’abitare, il diritto ad una abitazione o la partecipazione attiva alla vita sociale e politica di una città, ma anche attraverso una dimensione religiosa e rituale che dice una appartenenza alla città. In altre parole, abitare un territorio significa anche, per la maggior parte dei cittadini, vivere una dimensione rituale, anche quando questa non ha a che vedere direttamente con la vita di fede delle persone. Una specie di riti che prescindono dalla fede ma che dicono la partecipazione ad una stratificazione collettiva, cittadina e urbana da rivalutare e valorizzare, perché (forse) ancora carica di significato.