Borgo Mezzanone: la nascita di una città
Un articolo del Il Post ha riportato, sotto il nostro sguardo spesso distratto, le vicende legate alla Baraccopoli di Borgo Mezzanone, contrassegnata in questo modo anche su Google Maps. “Baraccopoli”, tuttavia, sembra essere un termine improprio da utilizzare in quanto, come segnala anche Il Post, ci vivono dalle 3000 alle 5000 persone, a fronte della piccola città di Borgo Mezzanone in cui vivono a malapena 400 persone. Ciò che viene segnalato e che salta agli occhi non solo leggendo i numeri ma anche dall’articolo de Il Post è il cambiamento di abitudini degli abitanti della Baraccopoli. Innanzitutto sono, per la maggior parte, persone provenienti dall’Africa subsahariana, migranti irregolari che lavorano alla raccolta di ortaggi o di olive nella Capitanata. Cambiamento di abitudini che vede i migranti passare dal cercare lavoro in Puglia e in Calabria ad una situazione molto più stabile nella Baraccopoli, al punto da iniziare a costruire case in muratura. Dalle baracche di lamiera e ferro, spesso soggette ad incendi e a morti anonime, pian piano si passa alla costruzione di case in muratura, da completare nel giro di un paio d’anni. L’articolo de Il Post ci riporta la storia di Mohamed che vive da dieci anni nella Baraccopoli e che lavora come capogruppo trasportando braccianti nelle campagne della capitanata. Nei fine settimana lavora alla sua piccola casetta nella Baraccopoli più grande d’Europa che, nel corso degli anni futuri, vedremo diventare sempre più una città. Questo è oggi il fascino della Baraccopoli di Borgo Mezzanone: la nascita di una città, il bisogno di città che ancora caratterizza l’essere umano ad ogni latitudine e in ogni tempo storico. Henri Lefebvre parlava del diritto alla città, per queste persone a cui il diritto alla città viene negato, ecco che emerge il bisogno e la necessità, come anche il desiderio ontologico, legato all’essere e all’esistere di ogni persona, di una città, di essere in una città. Ciò che sta avvenendo a Borgo Mezzanone, in maniera silenziosa e ogni tanto avvertita, è la nascita di una nuova città che, oggi, si inizia a registrare in quel passaggio dal nomadismo alla sedentarietà che ha caratterizzato il sorgere delle civiltà.